Alimentazione ed esercizio fisico: come essere al top
L'attività fisica oltre ad essere un momento di svago e relax psicofisico è senza dubbio un ottimo strumento di prevenzione per le malattie e per la tutela della salute. Con questa intervista al Dottor Luca Landi, odontoiatra, conosciamo meglio la tematica.
È noto che l'attività fisica fa bene alla salute, ma come deve essere scelta e chi la può fare?
Una regolare attività fisica è uno strumento formidabile di prevenzione e anche di cura delle principali malattie croniche che affliggono il nostro tempo. Questo non significa che dobbiamo essere tutti degli agonisti sportivi ma, piuttosto, che ognuno di noi deve mettere in atto quegli accorgimenti quotidiani che permettano di avere una vita fisicamente attiva come, per esempio, fare le scale senza prendere l’ascensore o scegliere di camminare per i piccoli e medi spostamenti al posto di utilizzare l'automobile. L'attività fisica deve essere però adeguata alle caratteristiche e alle possibilità di ciascun individuo, in particolare in base all’età e allo stato di salute generale, in modo che non diventi pericolosa o nociva. Per fare questo oltre ad un indispensabile controllo medico, si debbono seguire alcune semplici regole di buon senso e devono essere ben chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Pensate alla differenza che c'è tra chi vuole dimagrire attraverso l’esercizio o chi invece vuole risolvere fastidiosi dolori muscolo scheletrici.
Quali sono gli elementi fondamentali per una corretta attività fisica?
Scegliere il programma di attività che più si adatta alle proprie caratteristiche è un impegno che può essere concordato con il proprio medico, nel caso vi siano condizioni di salute generali che lo richiedano, o sulla base di alcune semplici regole come ad esempio quella di preferire generalmente quelle attività fisiche aerobiche quali camminare, correre, andare in bicicletta e nuotare eseguite con intensità moderata, almeno fino a che non si è ben allenati, e con una frequenza quasi quotidiana (l’ideale è 5 volte alla settimana). Dobbiamo infatti ricordare sempre che uno sforzo intenso, breve e sporadico, non è sinonimo di salute ma anzi a volte può diventare esso stesso un problema. La gradualità dello sforzo e la costanza nel tempo sono quindi indispensabili per una salutare attività. Esistono diversi metodi molto precisi per calcolare la giusta intensità di allenamento:un metodo semplice, anche se non scientificamente preciso come altri, è quello di fare attività fisica mantenendo la frequenza cardiaca tra il 60 e il 75% di un valore pari a 220 meno la propria età. Così, ad esempio, un ragazzo di 25 anni dovrebbe mantenere la frequenza cardiaca com- presa tra 120 e 140 quando impegnato in uno sforzo di media intensità, mentre per un adulto di 45 anni il range di frequenza cardiaca cala tra i 96 e i 120.
Ecco alcuni utili e semplici consigli:
1) fare esercizio solo quando si è in buone condizioni fisiche (non farlo anche se si è raffreddati ad esempio)
2) adattare l’attività all’aperto alle condizioni climatiche e abbigliarsi in modo adeguato
3) Scegliere esercizi commisurati alle proprie possibilità e avere ben chiari i propri limiti
4) fare attenzione a eventuali sintomi di affaticamento (over exercising) come per esempio non essere in grado di parlare durante lo sforzo, avere vertigini o nausea e sentirsi fortemente prostrati nella restante parte della giornata dopo l’esercizio).
Quanto è importante l'alimentazione nell'esercizio fisico?
Direi fondamentale sia perché una dieta equilibrata ci mette in condizione di svolgere al meglio l'attività fisica sia perché il controllo nell’assunzione degli alimenti permette di potenziare gli effetti benefici dell'attività fisica. Dobbiamo ricordare che un'attività fisica ed una alimentazione appropriata sono alla base per uno stile di vita corretto. Sarebbe utile sottolineare anche che l’esercizio non dovrebbe essere fatto né a digiuno ma neanche dopo aver assunto cibi difficili da smaltire. L'alimentazione deve essere scelta anche in base al tipo di esercizio o di sforzo fisico che programmiamo in modo che l'apporto calorico sia adeguato ma non in eccesso o in difetto. Ad esempio una corsa a passo moderato per un ora permette di consumare circa 700 Kcal e una camminata di un ora in montagna necessita di circa 500 Kcal. Se pensiamo però che per alcune attività lo sforzo può essere prolungato nel tempo, come ad esempio pedalare per 3 o 4 ore, è necessario provvedere durante l’esercizio a reintegrare quelle sostanze che più rapidamente vengono utilizzate come liquidi, sali minerali e carboidrati. Ovviamente è fondamentale conoscere non solo quanto consumiamo con l'esercizio fisico ma anche anche quante calorie apportano i cibi che scegliamo per compensare il dispendio energetico e pertanto avere bene in mente che la scelta del cibo ha un'enorme influenza sui risultati che possiamo ottenere attraverso uno stile di vita adeguato. Possiamo mangiare tutto in quantità moderata privilegiando frutta e verdura e quei prodotti preparati con ingredienti naturali e con un indice alimentare equilibrato evitando quelle sostanze che promettono di potenziare la performance fisica ma che di fatto ci espongono ad altri rischi. Per questo credo che il progetto di Paluani Life sia veramente un contributo importante per raggiungere questo obiettivi, non solo perché il controllo degli ingredienti con cui vengono preparati i prodotti Paluani è massimo, come testimonia la scelta di utilizzare solo latte fresco italiano, ma anche perché il messaggio che lo sport attivo come strumento indispensabile per un equilibrio psico-motorio del giovane come dell’adulto è un esempio fondamentale ai nostri giorni.
Una vita fisicamente attiva ha anche altri benefici?
Certamente. Le conseguenze di una vita sedentaria non sono solo quelle evidenti macroscopicamente come ad esempio l’aumento di peso corporeo, ma sono spesso legate ad altre abitudini poco salutari che spesso fanno da corredo a questo scorretto stile di vita come per esempio il fumo di sigaretta. Al contrario l'attività fisica migliorando il metabolismo induce anche ad adottare comportamenti più virtuosi come quali la scelta di cibi equilibrati, la eliminazioni di abitudine viziate. Tutto questo si traduce in un potente effetto preventivo e curativo su molte delle patologie croniche come diabete, malattie cardiovascolari, la sindrome metabolica e fino ad arrivare alla parodontite. mi permetto di soffermarmi in particolare su quest’ultimo aspetto che riguarda direttamente il mio campo d’ interesse primario. La paradontite è una malattia infiammatoria cronica che colpisce il tessuto di supporto dei denti provocandone progressivamente il riassorbimento e determinando infine la perdita dei denti interessati con gravi disturbi funzionali, estetici e psicologici sulle persone. Colpisce in modo grave il 10/15% della popolazione adulta e oltre il 40% in modo più lieve ma esistono forme che affliggono anche il giovane e il bambino. La causa principale di questa malattia sono i batteri patogeni che sono in grado di attivare una cascata infettiva-infiammatoria che in soggetti geneticamente predisposti, determina l’inizio e la progressione della malattia stessa. L’igiene orale rappresenta sicuramente la principale cura e prevenzione della parodontite ma ci sono evidenze crescenti che legano la presenza di questa anche a uno stile di vita non corretto. Anche una regolare attività fisica può essere in grado di ridurre l'incidenza e la progressione della parodontite probabilmente attraverso l'interruzione della catena di eventi infiammatori che viene innescata e sostenuta dallo squilibrio del metabolismo lipidico e glucidico che si accompagna ad uno stile di vita sedentario. Potremo dire che il cambiamento verso uno stile di vita corretto può iniziare da una corretta igiene orale. E’ quindi evidente che, l’odontoiatra avendo la possibilità di interagire con i pazienti in modo frequente e ripetuto, può avere un ruolo positivo nel motivare e dare indicazioni verso una correzione dello stile di vita quotidiano in favore di un maggiore impegno fisico e con una maggiore consapevolezza dell’importanza dell’alimentazione.




