Il pandoro paluani in vetta alle classifiche de "Il Salvagente"


Adicosum041209
Gustare il pandoro, spiegano gli esperti, è un rito da compiere a occhi chiusi. La prima sensazione che investe l’assaggiatore è la sofficità, poi arriva sentore di vaniglia, profumato e impalpabile. Infine l’aroma di burro, che resta delicato e accarezza il palato. Un buon pandoro ha un sapore così morbido e leggero che una fetta sola sembra
sempre poca. Ma ottenere una pasta “perfetta”, non è semplice, tutt’altro.

Lo sanno i pasticceri che seguono la tradizione veronese, la tecnica di lavorazione del dolce è lunga e complicata, oltre agli ingredienti, da selezionare severamente, sono necessarie tre fasidi impasto alternate a pause di lievitazione, con orari, tempi e temperature rigidissime.

In questa classifica del dicembre 2009 "Il Salvagente" mette a paragone i principali pandori italiani dal punto di vista tecnico e qualitativo.


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